La Sicilia rivendica il suo imprescindibile diritto all’Indipendenza.

La Sicilia rivendica il suo imprescindibile diritto a quella indipendenza della quale godette per otto secoli ininterrottamente, e che è indispensabile per la vita del suo popolo.

1) I La Sicilia, durante otto secoli, ebbe la rappresentanza popolare nel suo palrlamento. Nel 1816, la prepotenza borbonica, appoggiata dall’Austria, nella unificazione dei due regni di Sicilia e Napoli non osò sopprimere “de jure” il parlamento siciliano, ma si limito a non più convocarlo, mantenendo però due amministrazioni distinte, con tutti i relativi ministeri. Questo non soddisfece punto i siciliani le cui fiere proteste giunsero alla rivoluzione del 1848 e posero le premesse del malcontento generale che consentì l’inganno piemontese del 1860;

2) In tutto il periodo che va da Ruggero il Normanno al 1816, mai era avvenuta alterazione nelle forme politiche siciliane senza che vi fosse il consenso del parlamento, il quale designava il re e ne controllava gli atti;
3) al parlamento soltanto spettava il diritto di stabilire le tassazioni;
4) anche nelle vacanze del parlamento, rimanevano in carica delle commissioni parlamentari le quali amministravano e vegliavano alla custodia delle franchigie nazionali;
5) gli antichi statuti del parlamento non furono abrogati da nessuna valida legge, anzi furono sempre confermati dagli atti dei susseguenti parlamenti e dal giuramento di tutti i re;
6) i siciliani avevano sempre il diritto di richiamare in osservanza le antiche leggi;
7) il parlamento poteva fare nuove leggi per migliorare ed aggiornare la costituzione dello Stato;
8)la Sicilia fu sempre uno stato indipendente e non fu mai soggetta ad altri stati; talvolta i suoi re furono temporraneamente sovrani di altri paesi, ma ciò non significò mai fusione degli stati, ma costituì quello che si chiama “unione personale”;
9) la Sicilia ebbe sempre la sua bandiera, la sua moneta e le sue particolari prerogative.
Mai la Sicilia rinunziò al proprio diritto ed alla propria costituzione; essa non poteva venire abrogata se non dal Parlamento, e mai più, dal 1848 in poi, esso fu convocato.
Il 1860 non fu altro che frutto di violenza e frode.
Con la frode il Piemonte, nascosto sotto le camicie rosse di Garibaldi, sbarcò in Sicilia, corruppe i generali napoletani e ottenne vittoria sulle truppe borboniche. Con la violenza assoggettò la Sicilia ed instaurò il suo illeggittimo domini, sanzionato dalla unilaterale annessione al Piemonte decretata il 15 ottobre 1860.
Da allora non fu che una serie di vessazioni, di persecuzioni e di torture. Non si può pensare che con orrore a quello che il governo italiano fu capace di fare nel 1863. Vi furoo allora diecimila fucilati, ventimila carcerati, settemila deportati, sedici mila scampati nei boschi e quattordici mila fuggiti all’estero. E le cose proseguirono sempre male sino a determinare l’insurrezione del 1866, spenta nel sangue. Non diversamente vvenne, dopo parecchi anni di disagi e di sofferenze nel 1893, quando la classe dei contadini si agitò in seguito al danno che le tariffe doganali per favorire le industrie del Nord, avevvano prodotto all’agricoltura siciliana.
Lo sfruttamento della Sicilia e il suo asservimento agli interessi capitalistici del Nord non cessarono mai, anzi si andarono sempre più aggravando e incrudendo. La Sicilia fu sempre tenuta come una colonia […]

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Chi ha scritto questa pagina?
Un nostalgico siciliano dei nostri giorni che, anacronisticamente, vive il suo tempo guardando al passato senza accorgersi che, intanto, il tempo scorre e siamo già nel terzo millennio, in un mondo globalizzato, dove il regionalismo non ha più motivo di esistere e dove, per confrontarci con le nuove sfide che il nostro tempo ci impone, occorre non più guardare indietro, ma rimboccarsi le maniche per entrare, come ama dire il nostro Presidente Napolitano, “a vele spiegate in Europa” tutti insieme appassionatamente, un’unica nazione [l’Italia(?)] ed un solo popolo [il popolo italiano(?)] ??

Per la verità, questa pagina è uno stralcio di una più ampia pagina scritta da ANDREA FINOCCHIARO APRILE, il 10 Settembre 1945, nel suo “APPELLO DEGLI INDIPENDENTISTI AI MINISTRI DEGLI STATI ESTERI DELLE CINQUE GRANDI POTENZE RIUNITE A LONDRA”!

Leggo questa pagina e mi rendo conto CHE LA SUA ATTUALITA’ E’ IMPRESSIONANTE!

Nulla è cambiato dal 1945 ad oggi…e più mi rendo conto che NULLA E’ CAMBIATO e ancora più mi rendo conto CHE L’ATTUALITA’ DI QUESTA PAGINA E’ IMPRESSIONANTE!

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