“Memorie” di Concetto Gallo, secondo Turri, successore di Canepa.

Storia del Movimento per l’Indipendeza della Sicilia, raccontata dal comandate dell’EVIS, secondo Turri, successore di Canepa, in una intervista poco nota del 1974.

(Intervista di E.Magri, 1974 – Riproposta nel 2009 sul settimanale “Gazzettino di Giarre” dal Prof. Salvatore Musumeci”)

Un breve prologo del Prof. Salvatore Musumeci, Presidente Nazionale del Mis:

Oltre sessant’anni fa la Sicilia combattè la sua guerra di indipendenza contro l’Italia; una guerra della quale oramai sono pochi a ricordare i particolari: una vera e propria guerra con eserciti schierati in campo che culminò nella battaglia campale il 29 dicembre 1945, a Monte San Mauro nei pressi di Caltagirone, tra l’esercito italiano comprendente cinquemila uomini e l’Evis, l’esercito dei volontari per l’indipendeza della Sicilia al comando di Concetto Gallo.
Pur appartenendo alla nostra storia più recente, si può dire alla cronaca, la vicenda dell’indipendentismo siciliano, che ebbe i suoi morti, è una delle pagine più oscure della vita siciliana e italiana. Forse perchè i suoi protagonisti si chiusero in uno sdegnato silenzio, lasciando a storici e saggisti il compito di interpretare gli avveimenti.
Il risultato, però, continua ad essere tutta una serie di nuovi interrogativi: come nacque, realmente, l’indipendentismo ? Dietro gli indipendentisti siciliani c’erano poi gli americani che volevano fare della Sicilia la “quarantanovesima stella” ?
E ancora: che influenza ebbe la mafia sulle vicende dell’indipendentismo ? E Salvatore Giuliano ? Il bandito che ruolo giocò nell’esercito siciliano ? E, infine, era vero che i Savoia avrebbero voluto fare della Sicilia la loro testa di ponte per riconquistare l’Italia dopo il referendum del 1946 ?
Per quasi trent’anni queste domande sono state poste a Concetto Gallo, il comandante dell’Evis, uno dei principali protagonisti dell’indipendentismo, enza avere mai una risposta. Poi all’età di 61 anni, esattamente nel 1974, l’ex deputato della Costituente e all’Assemblea siciliana, decise, anche per merito del Prof. Giuseppe Sambataro, di raccontare per l’europeo, in un’intervista a Enzo Magrì, la storia di quei tragici avvenimenti cominciando dalla nscita dell’indipendentismo per finire alla battaglia di Piano della Fiera che segnò la fine del suo esercito.
Più che un’intervista – dalla prima domanda -, Magrì raccolse un vero e proprio “Memoriale”, anzi un Dossier” di pregiato valore documentale. Avendone trovata la minuta tra le carte ingiallite dal tempo,(n.d.r.: è il Prof. Salvatore Musumeci che trova tali carte) dell’archivio storico del Mis, ne riproponiamo la pubblicazione, ritenendola fonte di particolare interesse storico.

L’INTERVISTA

1) Onorevole Gallo, come e perchè nacque l’Indipendentismo ? 

“Uno dei primi a riprendere la sua attività a Catania, nell’agosto del 1943, fu un famoso chirurgo: il Prof. Santi Rindone. Tre giorni dopo l’invasione alleata, vale a dire l’otto agosto 1943, Rindone aveva aperto la sua clinica in via Papale. E, cosa strana, quello stesso giorno si registrò un andirivieni di malati straordinario.
(Continua…)


2) Indipendentismo come antifascismo

I siciliani vissero il Fascismo come un ulteriore asservimento all’Italia, e la fine della guerra rappresentò l’occasione ideale per liberarsi della italica tirannia

«In Sicilia, in un clima di abusi di potere e di soprusi maturò l’antifascismo; un antifascismo che si accentuò a mano a mano che ci si avvicinava alla guerra. Inizialmente questo antifascismo era dei più vari colori, come nel resto d’Italia: socialista, comunista, liberale.
(Continua…)


3) Dal “non si parte” all’eccidio di Randazzo

“La responsabilità dei moti spontanei di protesta per la richiamata alle armi venne addossata ai separatisti. A Catania, in quell’occasione, oltre allo stesso Gallo, furono denunciati all’autorità giudiziaria e processati l’avv. Gaetano Romeo e il prof. Santi Rindone.

«Per tutto il 1944 Catania fu in fermento. Ma non soltanto per il separatismo. C’era la fame e c’era soprattutto il potere centrale che manifestava la sua presenza con un atto odioso: la chiamata alle armi. Ed ecco i due motivi che determinarono i più gravi fatti di quel periodo in città: fatti che vennero attribuiti dal governo centrale all’indipendentismo, il quale, adesso potrei anche dirlo, era completamente estraneo.
(Continua…)


4) Una parte degli indipendentisti era per il mantenimento della legalità

Morto Canepa, una parte degli indipendentisti era per il mantenimento della legalità; l’altra, per la ristrutturazione dell’esercito e per la lotta clandestina fino a quando non avessimo ottenuto l’indipendenza.

«Mentre ero in clandestinità, a Palermo, avvenne un episodio che mi riguardò personalmente: incontrai un personaggio dell’Intelligence Service, un uomo di grande prestigio, tuttora in vita (1974, ndr). Parlando con questo personaggio io cercai di sondare l’opinione inglese a proposito dell’indipendentismo per il quale noi stavamo combattendo.
(Continua…)


5) Quarantotto ore con Giuliano:

“nell’estate del 1945, a Ponte Sagana, incontrai il re di Montelepre” 

«Esposi a Lucio Tasca la mia idea di parlare con Giuliano, al fine di garantirci nella eventualità di una sistemazione dei giovani dell’EVIS nella sua zona. Tasca rise: “Sì ora fai il numero di telefono e ti risponde Giuliano”. Lo lasciai e insieme con Guglielmo di Carcaci effettuammo un giro nelle sezioni alla ricerca di un contatto utile a fare arrivare un messaggio a Giuliano.
(Continua…)


6) “All’alba del 29 dicembre ’45, cinquemila militari italiani circondarono Piano della Fiera.”

“Furono tenuti in scacco da cinque evisti per un giorno intero. Cadde il giovane indipendentista Diliberto e il sottoscritto finì prigioniero.”

«Nella seconda metà del 1945, mentre io mi trovavo nella clandestinità sulle montagne attorno a Caltagirone, alcune componenti politiche dell’indipendentismo avevano preso contatto con esponenti dell’Italia per la ricerca di una soluzione pacifica che escludesse o che evitasse lo scontro armato.
(Continua…)


7) Mis, Americani e Mafia

Onorevole Gallo, le ho lasciato finora la parola in considerazione del fatto che lei non parla da trent’anni. Ora però è venuto il momento delle domande. Chi finanziò realmente il Mis? 

«Nessuno, mi creda. Sull’indipendentismo siciliano sono state dette, tra le altre cose, due grosse infamità: che fosse stato finanziato dagli americani e che gli indipendentisti siciliani operassero per fare diventare la Sicilia la “quarantanovesima stella degli Stati Uniti”. Due infamità.
(Continua…)


8 ) L’Autonomia viene tradita:

la paura di riaccendere la fiamma dell’indipendentismo spinse il governo De Gasperi ad imporre il coordinamento dello Statuto siciliano con la Costituzione italiana

Onorevole Gallo, la domanda che segue riguarda una circostanza di importanza notevole per gli storici. Solo lei può avvalorarla. se è vero. È vero che lei ebbe contatti con i Savoia? È vero che prima del referendum, e in previsione di una loro sconfitta, i Savoia si preparavano a riconquistare l’Italia partendo dalla Sicilia? 
(Continua…)


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