Basta con i partiti nazionali


Tutti i partiti nazionali, quando dicono di volere difendere il meridione, non sono affatto credibili e i siciliani, i meridionali, sono, ancora una volta, degli stupidi se continuano a credere ai proclami, fasulli, fatti da chi ha intenzioni e obbiettivi assolutamente diversi e opposti.
 La verità è che un po tutti si stanno accorgendo che al sud gli scenari stanno cambiando, i capifamiglia, in passato, in prossimità delle scadenze elettorali, davano a mogli e figli indicazioni precise su chi dovevano votare.
La vita sociale si svolgeva principalmente nell’agorà (a chiazza) e nei luoghi di lavoro, proprio in quei luoghi, i candidati, andavano a contrattare il consenso, perpetuando il malcostume del voto di scambio fatto, nella maggioranza dei casi, da false promesse e inganni, basati sulla ricattabilità di chi aveva nei bisogni primari, il lavoro, l’acqua, la sicurezza, l’igiene pubblica, i punti deboli su cui si poteva fare leva.
Tutto questo, naturalmente, avviene tutt’oggi, ma, per fortuna, gli anziani non hanno più nelle famiglie un ascendente, dal punto di vista del consenso elettorale, così come l’avevano prima. I giovani, molto più acculturati e laureati dei politici stessi, stanno cominciando ad assumere consapevolezza, hanno gli strumenti per conoscere meglio il mondo che li circonda, le ricerche storiche e quelle politiche si possono condurre molto più facilmente, anche, tramite potenti motori di ricerca, oggi alla portata di tutti.
Questi strumenti impediscono, che ancora oggi, la demagogia e il populismo siano l’unico sistema per la politica siciliana, e meridionale in generale, di raccogliere consenso. Siamo agli albori, mi rendo conto, ma grazie, anche alla rete, i vecchi modi di fare politica stanno cambiando, devono cambiare. Un po tutti stanno cominciando a capire e a conoscere molte più verità che in passato. Ai cosiddetti (falsi) moderati della destra fa molto comodo che vengano coltivati alcuni pregiudizi, come quello, ad esempio, che addebita la fase stragista all’estrema sinistra, e oggi le sentenze definitive ci dicono come la responsabilità di uno dei periodi più bui della repubblica italiana sia tutta dell’estremismo di destra.
Oppure altre anomalie politiche, che fa comodo far rimanere come normali nell’immaginario collettivo degli elettori italiani, come quella dell’esistenza di una destra fascista socialista, dovuta solamente alle ambigue origini politiche di Benito Mussolini, che rappresenta, chiaramente, un anomalia a livello mondiale, e che genera una confusione, a volte strumentale, che tende ad essere utilizzata dal populismo di destra, che è capace di dipingersi, un giorno socialista e l’altro liberale.
Nella realtà, questa destra che oggi sta al governo, continua a fare a pezzi lo stato sociale, ad annientare i diritti conquistati dai lavoratori, ad assumere, il più possibile, il controllo dei mezzi di informazione e .. a darsi alla bella vita. I protagonisti di, cotanta, accorata teatralità nell’agone politico, quando suona la campanella, ritornano alle loro ville megagalattiche, ai loro eserciti di servi e puttane, e se la ridono, consapevoli di stare a cavallo mentre i fautori e produttori del loro consenso politico, sono trattati come bestie da soma, che ben presto si renderanno conto che la loro prostrazione, esercitata spesso in nome del futuro dei figli, sarà stata del tutto inutile, perchè, non avendo strette parentele o potenti mezzi di ricatto nei riguardi della casta che esercita il potere,  i figli non avranno un futuro diverso dal loro, anzi probabilmente peggiore.
 Oggi la rappresentanza democratica, esercitata per forza di cose tramite i partiti, è radicalmente cambiata, non si rappresentano più le istanze di determinate classi sociali ma interessi territoriali che tendono a fare sistema.
La lega nord racconta, giustamente, ai propri elettori che se fallisce l’imprenditore, il padrone, falliscono tutti, anche gli operai. Anche questa ritengo sia, a volte, una favola ma dal punto di vista del consenso funziona, specialmente se si coltivano con cura egoismi e paure. La sinistra non si è comportata diversamente, il motivo principale per cui le coalizioni di centrosinistra, quando hanno governato, non hanno, attuato politiche e interventi, concreti ed efficaci, per il mezzogiorno, risiede nella territorialità del loro consenso. Emilia Romagna, Toscana e Marche sono la roccaforte della sinistra. I voti vengono da quei luoghi e gli interessi di quei luoghi non sono certo gli stessi del meridione.
Nel governo dell’ulivo, 1996 – 2001, il governo di centrosinistra attivò una straordinaria campagna di sovvenzioni statali a fondo perduto, consapevole che, senza i necessari controlli preventivi, quella pioggia di finanziamenti sarebbero finiti nelle tasche di furbi e truffatori che, restando impuniti, anche grazie a normative per niente severe nei confronti dei reati contro la pubblica amministrazione, avrebbero finito per dipingere l’immagine di un mezzogiorno irrimediabilmente in mano al malaffare, da lasciare andare al suo destino proprio per colpa degli stessi meridionali.
Questa manovra che in Sicilia non doveva creare niente, perchè aveva altri scopi, è stata, per l’economia del mezzogiorno, persino più nociva delle politiche tremontiane-leghiste. Chiunque sia stato capace di sopravvivere a tutto questo è stato sommerso da vincoli di tutti i tipi, burocratici, ambientali, ritardi enormi e ingiustificabili nel pagamento delle rate di acconto stabilite .. ecc. ecc. Per me la mafia è sopratutto questo, e la regia non è meridionale. E le ferrovie ? e le autostrade ? e gli aeroporti ? chi li doveva realizzare e in che modo ? Perchè parallelamente alle sovvenzioni ai privati non si è mosso niente sul piano, vitale, delle infrastrutture pubbliche ? La risposta è più che chiara, perchè la volontà di affrontare realmente la questione meridionale non c’e mai stata, anzi.
Le industrie del nord, il terziario padano, vuole cacciare gli immigrati extracomunitari perchè preferisce i siciliani, i calabresi, i pugliesi. Tranne i servi dei potenti nordisti, e le loro stirpi, tutti gli altri devono, e sottolineo devono, diventare merce da emigrazione. La politica, nel sud, a tutti i livelli, è lottizzata e funzionale a questo disegno (gli ascari).
 Il pericolo per la casta dominante diventa, quindi, chiunque prenda coscienza di tutto questo. Ed è per questo che, anche al sud, sta nascendo la ricorsa a cavalcare questi sentimenti, da parte dell’Mpa, in primis, che predica bene con Lombardo ma che negli enti locali, dove ha già fatto razzia di poltrone, razzola male, molto male, e non è neanche in grado di predicare. Anche da parte del PD sta nascendo l’ambizione ad accaparrarsi il dissenso verso i partiti nazionali, ha cominciato Lumia ed è incredibile che anche gente come Rosario Crocetta, campione del salto dal palo alla frasca, pseudocomunista, pseudocosmopolita, pseudo incarnatore di tutti i diritti e di tutte le libertà, grande populista e venditore di fumo, si avvicini a logiche autonomiste. La storia del pdl Sicilia, oggi forza del sud, con Miccichè che, gia da tempo, cerca di tamponare la prevista emorragia di voti, riportando tutto il consenso a Berlusconi su un piatto d’argento è già nota a tutti, da tempo.
Insomma, c’è la rincorsa dei soliti noti a mettere il cappello su un qualcosa che nasce dal basso e che, sono sicuro, vedrà i suoi sviluppi in movimenti autonomisti autentici, e, speriamo, finalmente, di riuscire ad avere quello che ci spetta.
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2 Risposte

  1. E’ un buon ragionamento, lucido. Sviluppalo. Bravo.
    mariodimauro
    http://www.nazionesiciliana.splinder.com

  2. fare politica per condizione!!! e no per utilita!!! ////indipendenza!!!! sensa compromesi con gli ascari!! /// non rivendico persona,ma la dignita,la liberta,l,indipendenza dei valori del popolo siciliano.

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