LA VERITA’ SUL BANCO DI SICILIA

di Antonino Macula

Recentemente, parlando con un amico ben informato ed esperto in questioni bancarie, ho scoperto la vera storia relativa alla vicenda “Banco di Sicilia” che, com’è tristemente noto, è stato inglobato prima in “Capitalia” e poi in “Unicredit”. Oggi, purtroppo, di Siciliano il BdS conserva solo il nome (e non si sa sino a quando). Per noi Siciliani, questo “inglobamento” non ha costituito una “innocua” operazione societaria priva di effetti significativi sulla nostra collettività, ma ha prodotto e continuerà a produrre sulla nostra economia conseguenze devastanti. Continua a leggere

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Lettera aperta al Presidente Napolitano.

Catania li, 12 Maggio 2010.

Egr. Sig. Presidente della Repubblica Italiana, ieri 11 Maggio 2010 Ella, presente a Marsala per la ricorrenza del 150 ° anniversario dello sbarco dei mille, come le impone il Suo ruolo istituzionale, ha enfatizzato l’UNITA’ d’ITALIA e ha condannato prospettive di “una nuova frammentazione dello Stato nazionale”, aggiungendo “Non c’è nulla di retorico nel celebrare l’unità conseguita dall’Italia, è un modo di rinnovare il patto fondativo della nostra nazione” ed ancora “Si può considerare solo penoso che da qualunque parte, nel Sud o nel Nord, si balbettino giudizi liquidatori sul conseguimento dell’Unità, negando il salto di qualità che l’Italia tutta, unendosi, fece verso l’ingresso a vele spiegate nell’Europa moderna”. Continua a leggere

“Memorie” di Concetto Gallo, secondo Turri, successore di Canepa.

Storia del Movimento per l’Indipendeza della Sicilia, raccontata dal comandate dell’EVIS, secondo Turri, successore di Canepa, in una intervista poco nota del 1974.

(Intervista di E.Magri, 1974 – Riproposta nel 2009 sul settimanale “Gazzettino di Giarre” dal Prof. Salvatore Musumeci”)

Un breve prologo del Prof. Salvatore Musumeci, Presidente Nazionale del Mis:

Oltre sessant’anni fa la Sicilia combattè la sua guerra di indipendenza contro l’Italia; una guerra della quale oramai sono pochi a ricordare i particolari: una vera e propria guerra con eserciti schierati in campo che culminò nella battaglia campale il 29 dicembre 1945, a Monte San Mauro nei pressi di Caltagirone, tra l’esercito italiano comprendente cinquemila uomini e l’Evis, l’esercito dei volontari per l’indipendeza della Sicilia al comando di Concetto Gallo.
Pur appartenendo alla nostra storia più recente, si può dire alla cronaca, la vicenda dell’indipendentismo siciliano, che ebbe i suoi morti, è una delle pagine più oscure della vita siciliana e italiana. Forse perchè i suoi protagonisti si chiusero in uno sdegnato silenzio, lasciando a storici e saggisti il compito di interpretare gli avveimenti. Continua a leggere

Non ho fiducia nell’Italia…ha solo preso senza nulla dare

I nostri padri arrivarono allo Statuto d’Autonomia puntando all’Indipendenza; noi dobbiamo puntare allo Statuto d’Autonomia per arrivare all’Indipendenza.

Non ci sarà mai “una nuova generazione di politici siciliani” finché ci sarà qualcuno che lusingherà con promesse, favori e personalismi questa nuova generazione di politici siciliani. Quando il cordone ombelicale con Roma sarà interrotto e il politico siciliano “si po’ cuccari sulu a Palermu” e non avrà fuori dai confini della Sicilia nessun padrone Continua a leggere

La Sicilia rivendica il suo imprescindibile diritto all’Indipendenza.

La Sicilia rivendica il suo imprescindibile diritto a quella indipendenza della quale godette per otto secoli ininterrottamente, e che è indispensabile per la vita del suo popolo.

1) I La Sicilia, durante otto secoli, ebbe la rappresentanza popolare nel suo palrlamento. Nel 1816, la prepotenza borbonica, appoggiata dall’Austria, nella unificazione dei due regni di Sicilia e Napoli non osò sopprimere “de jure” il parlamento siciliano, ma si limito a non più convocarlo, mantenendo però due amministrazioni distinte, con tutti i relativi ministeri. Continua a leggere

VOGLIAMO LA SICILIA LIBERA E INDIPENDENTE

Siciliano
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Italiano

di Antonio Canepa

Perché i siciliani vogliono essere indipendenti?
“Perché la ragione e la storia ci insegnano che tali debbono essere e che tali sono stati da molti secoli.
Come, per legge umana e divina, nessun uomo può legittimamente essere schiavo di un altro (né può mai prosperare qualora lo diventasse) così nessuna nazione può essere serva di un’altra; e, se lo fosse, verrebbe avvilita, governata senza giustizia né umanità, aggravata dai dazi per l’utile non proprio, ma dei suoi padroni, straziata da leggi fatte a questo medesimo scopo, quindi sarebbe sempre povera, ignorante e disprezzata. Continua a leggere