Eroi Siciliani

Ducezio, il mitico condottiero siculo

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Di Ducezio, il mitico condottiero siculo vissuto nel V° secolo a.c. e che per primo parlò di “Nazione Siciliana” recentemente se ne è occupato uno dei più importanti storici italiani che lo inserisce in un contesto politico-storico, indicandolo come esempio di uno dei primi personaggi a capo di un poderoso movimento “nazionale” e tracciandone anche la figura indipendistica. Ed in effetti Ducezio, che si dice nativo di Neas (insediamento siculo), fu il primo fautore di una Sicilia indipendente intesa però come collaborazione fra Siculi e Sicelioti (greci di Sicilia).
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Euno, lo schiavo che sfidò Roma

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Ai Greci successero, nel III a. c., i Romani.

I motivi dell’espansione romana in Sicilia furono tre: politico, economico e strategico.

Politico: perché il destino del duello imperialistico, ingaggiato per la supremazia nel Mediterraneo tra Roma e Cartagine, era legato la Sicilia, in considerazione della determinante posizione geopolitica dell’isola.

Economico: perché Roma aveva bisogno di assicurarsi sempre maggiori risorse per poter nutrire le sue notevoli truppe e la sua popolazione in continua crescita.

Strategico: perché la Sicilia costituiva un territorio indispensabile da cui poter meglio attuare le mire espansionistiche in Africa.

I Romani furono attratti dalla cultura siciliana, impressa e radicata durante la colonizzazione greca e contribuirono alla crescita dell’isola con le loro conoscenze e quf realfzzarono Fmpatanti acquedotti utili l’agricoltura, teatrf e sontuose ville con prezio mosaid destinate ai consoli inviati da Roma per il controllo della Provincia
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Giovanni da Procida, l’eroe del Vespro

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Giovanni da Procida

Era il Lunedì dell’Angelo, al tramonto: un soldato che aveva infastidito una ragazza fu ucciso dalla folla inferocita. La sommossa si estese a macchia d’olio in tutta l’Isola

Settecentoventinove anni fa la Sicilia si ribellò allo straniero, fu la prima rivoluzione del Secondo Millennio. Intorno a quell’evento sono fiorite leggende, sono stati scritti romanzi e opere liriche. Si trattò una rivolta di popolo, di una sommossa – spontanea, secondo alcuni storici; accuratamente pensata, secondo altri –, contro i soprusi di uno straniero, Carlo d’Angiò, che non si faceva amare e di un esercito, quello francese, che s’abbandonava ad angherie di ogni genere. La scintilla esplose il lunedì 30 marzo dopo Pasqua dell’anno 1282, all’imbrunire (a un’ora di notte secondo le ore canoniche, quindi, si era già al 31 marzo).
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