Indipendenza

Sicilia Indipendente, perchè?

La Sicilia è il Paese europeo che da più lungo tempo gode di istituzioni parlamentari, insieme al Regno Unito. Se l’Europa di oggi è fondata sulla democrazia rappresentativa, che trova nei Parlamenti la propria massima espressione, è indubbio che tale istituzione trovi la sua prima forma riconoscibile nelle monarchie di origine normanna:la Sicilia, appunto, e l’Inghilterra. La trasformazione delle primitive “assise” o “colloqui” in Parlamenti fu progressiva e di essa troviamo certa testimonianza già nella prima Inghilterra normanna, nell’Althing islandese e nei proto-parlamenti siciliani dell’XI secolo; per secoli, sino alle guerre napoleoniche, la Sicilia conservò le proprie istituzioni rappresentative e la propria indipendenza interna.

Proprio durante le guerre napoleoniche le due corone “parenti” si rincontrarono: sotto protezione britannica il “vecchio” Parlamento siciliano elaborò (1812) una Costituzione moderna e liberale, la prima in uno stato di lingua italiana, sul modello di quella inglese.La Siciliapartecipò da paese in guerra alla lotta contro Napoleone e, teoricamente, era “paese vincitore” al Congresso di Vienna e ottenne in esso, per il proprio re, la restituzione della Corona di Napoli. (Continua…)

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I fatti del 1943-1946

Negli anni ’30 operò nella Sicilia occidentale il FUAI, Fronte Unitario Antifascista Italiano . Il FUAI sosteneva l’idea di un forte decentramento amministrativo in chiave autonomista, unica via per il rilancio della Sicilia.

In seguito, negli anni ’40 nella Sicilia orientale operò il gruppo di Antonio Canepa. Sia il primo, sia il secondo avevano un comune denominatore autonomista.

Antonio Canepa

Antonio Canepa, ordinario di Storia delle Dottrine Politiche nell’Università di Catania, in quel particolare periodo, intraprese una doppia attività: da un lato severo docente universitario, dall’altro con lo pseudonimo di Mario Turri o anche Prof. Bianchi, cominciò ad organizzare l’opposizione al regime fascista e al colonialismo che sempre aveva oppresso i siciliani, nonché iniziò a collaborare con i Servizi Segreti Inglesi. Organizzò azioni di sabotaggio fra le quali è certa quella dell’aeroporto di Gerbini (CT) del 10 giugno 1943. Fra il 1942 ed il 1943 pubblicò clandestinamente, a dispense, “La Sicilia ai Siciliani” , nel quale presentava un quadro storico di tutti i mali derivanti alla Sicilia dalla fatidica Unità d’Italia. L’opuscolo, per la semplicità dei concetti storico-politici riportati, pur nella sua modestia, sarà una testimonianza dell’ansia di libertà e di autogoverno del popolo siciliano. (Continua…)

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Randazzo 17 giugno 1945: una strage “premeditata”

Lo scontro tra carabinieri ed evisti a Murazzu Ruttu e il giallo del sopravvissuto nella Sicilia “inquieta” degli anni Quaranta.

Fiumi d’inchiostro hanno rievocato le vicende del separatismo post-bellico, sul piano storico, dinamico e cronologico, eppure molte zone d’ombra avvolgono l’eccidio che causò la morte di Antonio Canepa, comandante dell’Evis (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia), e dei giovani evisti Rosano e Lo Giudice.

Partendo da una ricostruzione realizzata da Lino Buscemi (pubblicata su Repubblica, sabato 25 ottobre 2008), ed integrandola con testimonianze ed osservazioni di autorevoli studiosi – doppiamente virgolettate –, da noi approfondite, proponiamo una lettura “quasi comparata” delle diverse tesi sulla triste vicenda che, in ogni caso, presenta le peculiari caratteristiche di una strage “premeditata”.

Quale fu, dunque, l’antefatto che portò alla tragedia di Murazzu Ruttu?(Continua…)

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Antonio Canepa  (documentario in 6 video)

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1st collector for Canepa ultima parte

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La conquista dello Statuto Speciale

Andrea Finocchiaro Aprile

Con la data dell’1 settembre 1945, Andrea Finocchiaro Aprile invia un nuovo “Appello alle  Grandi Potenze”. Questa volta si rivolge al “Consiglio dei Ministri degli Esteri” riunito a Londra. Con il leader firmano il documento tutti i componenti del Comitato Nazionale del MIS.

Oltre che rinvangare il passato e rinnovare le accuse di persecuzione nei confronti del movimento da parte del Governo Italiano, Andrea Finocchiaro Aprile richiama l’antica richiesta di un plebiscito, sotto il controllo internazionale, con il quale il Popolo Siciliano possa esprimere la propria volontà di libertà e di indipendenza.

Sostanzialmente non c’è niente di nuovo rispetto al “Memorandum” inviato a San Francisco.

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“Memorie” di Concetto Gallo, secondo Turri, successore di Canepa.

Storia del Movimento per l’Indipendeza della Sicilia, raccontata dal comandate dell’EVIS, secondo Turri, successore di Canepa, in una intervista poco nota del 1974.

(Intervista di E.Magri, 1974 – Riproposta nel 2009 sul settimanale “Gazzettino di Giarre” dal Prof. Salvatore Musumeci”)

Un breve prologo del Prof. Salvatore Musumeci, Presidente Nazionale del Mis:

Oltre sessant’anni fa la Sicilia combattè la sua guerra di indipendenza contro l’Italia; una guerra della quale oramai sono pochi a ricordare i particolari: una vera e propria guerra con eserciti schierati in campo che culminò nella battaglia campale il 29 dicembre 1945, a Monte San Mauro nei pressi di Caltagirone, tra l’esercito italiano comprendente cinquemila uomini e l’Evis, l’esercito dei volontari per l’indipendeza della Sicilia al comando di Concetto Gallo.
Pur appartenendo alla nostra storia più recente, si può dire alla cronaca, la vicenda dell’indipendentismo siciliano, che ebbe i suoi morti, è una delle pagine più oscure della vita siciliana e italiana. Forse perchè i suoi protagonisti si chiusero in uno sdegnato silenzio, lasciando a storici e saggisti il compito di interpretare gli avveimenti.

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La Sicilia rivendica il suo imprescindibile diritto all’Indipendenza.

La Sicilia rivendica il suo imprescindibile diritto a quella indipendenza della quale godette per otto secoli ininterrottamente, e che è indispensabile per la vita del suo popolo.

1) I La Sicilia, durante otto secoli, ebbe la rappresentanza popolare nel suo palrlamento. Nel 1816, la prepotenza borbonica, appoggiata dall’Austria, nella unificazione dei due regni di Sicilia e Napoli non osò sopprimere “de jure” il parlamento siciliano, ma si limito a non più convocarlo, mantenendo però due amministrazioni distinte, con tutti i relativi ministeri.
Questo non soddisfece punto i siciliani le cui fiere proteste giunsero alla rivoluzione del 1848 e posero le premesse del malcontento generale che consentì l’inganno piemontese del 1860.

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